LA GESTIONE DELLO STRESS

E poi sentiamo parlare di burnout: cerchiamo subito su Wikipedia perché la curiosità ci accompagna sempre, in fondo è la curiosità che ci conduce a nuove possibilità, che non fa appassire la nostra mente, che prepara il cervello a nuove idee, che mantiene vivo l’entusiasmo..ma questa è un’altra storia!

Noi abbiamo sentito parlare di burnout; è da li che siamo partiti ed è qui che scopriamo una cruda verità: siamo ad un passo dal burnout o forse ci siamo dentro con tutte le scarpe! Wikipedia dice che: “ la sindrome da burnout (o più semplicemente burnout) è l’esito patologico di un processo stressogeno che interessa, in varia misura, diversi operatori e professionisti che sono impegnati quotidianamente e ripetutamente in attività che implicano le relazioni interpersonali”. Insomma quello che possiamo anche definire stress e che appunto riguarda ciascuno di noi.

Mi piace partire da questa frase perché in essa credo sia racchiusa una importante verità che svincola la parola stress da quell’accezione del tutto negativa che la contraddistingue: “ Lo stress deve essere una forza motrice potente, non un ostacolo” (Bill Philips).

A ben vedere dunque lo stress è la risposta ad uno stato di tensione in cui si trova il nostro organismo quando eventi-stimolo lo sollecitano, e lo stimolo di per se non è fonte di stress, ma lo può diventare a seconda di come viene percepito da ciascuno, dunque dalle capacità di ciascuno di interpretare lo stimolo stesso.

Ecco: come sempre siamo noi, con le nostre idee e la nostra conoscenza di scenari nuovi, con una buona dose di coraggio  e forza di volontà, con la nostra consapevolezza più o meno acquisita ad essere ancora una volta artefici del nostro ben-essere; siamo noi a dover prendere coscienza del nostro stile di vita e adottare cambiamenti di prospettiva e di comportamento. Il modo infatti in cui affrontiamo l’evento-stimolo determinerà la capacità di restare in equilibrio (si parla di eustress) e quindi trasformare l’evento in opportunità oppure diventare un alert a cui porre attenzione per evitare che diventi stress cronico.

Si tratta quindi di avere il giusto approccio mentale nel fronteggiare situazioni stressanti, laddove per situazioni stressanti a lungo andare possono diventare anche le normalissime, banalissime situazioni di routine quotidiana; nel momento in cui non riusciamo ad approcciare ad esse con serenità e a concederci il giusto recupero finiremo nel vortice insopportabile a maggior ragione quando ci si presenteranno periodi più faticosi con maggior impegni, ritmi di lavoro più sostenuti e tensione da gestire. Qui entra in gioco la mentalità del problem solving che è un’attitudine; ci possiamo dare il permesso di essere nel qui ed ora perché il “problema” è proprio questo: è un gap tra dove siamo e dove vorremmo essere. Per arrivare a quel che sarà dobbiamo stare nel presente e considerare ogni problema come un’opportunità la cui soluzione ci farà fare un balzo in avanti.

Quindi cosa è veramente importante adesso? Poniamoci questa domanda per ripristinare il giusto ordine delle cose e organizzare tempo e spazio per migliorare produttività e concentrazione. Come diceva Napoleone: “Vado piano perché ho fretta”. Possiamo imparare così a tenere sotto controllo le nostre emozioni, possiamo imparare a chiamarle per nome, l’ansia in primis che è la prima reazione allo stress, ma anche la preoccupazione, la pressione: in questo modo stiamo attivando la corteccia prefrontale del nostro cervello che è responsabile della fluidità verbale e dell’utilizzo di strategie, e naturalmente manteniamo attiva la nostra, e solo nostra capacità di scelta.

Condividere le difficoltà del momento e dialogare attraverso una comunicazione assertiva con le persone care ma anche con colleghi e collaboratori ci può poi aiutare a mantenere integrità e credibilità; le relazioni sono fonte di sostegno e di energia. Una buona rete di relazioni sociali ci permette di ricaricarci le batterie.

E poi prendersi cura di sé: trovare il giusto equilibrio tra vita privata e vita professionale, tra bi-sogni lavorativi e sogni personali, imparando a dare il giusto peso alle situazioni e liberandoci di pensieri ed emozioni negative (perfino le parole sono ancore di pensieri positivi!); facciamo esercizi di rilassamento, quali meditazione e concentrazione sul respiro che favorisce autocontrollo e armonia e poi concediamoci del tempo per lo sport che rimuove tensioni mentali e fisiche.

Potremo così smettere di correre e iniziare ad … attrarre! Un proverbio cinese dice: Tensione è chi pensi che dovresti essere, pace è chi sei!!

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