C’E’ UN TEMPO PER OGNI COSA

Certo, il clima non è dei migliori, e mi riferisco sicuramente a quello meteorologico con questo caldo torrido che ci ha sfiniti ma mi riferisco anche e soprattutto a quello sociale laddove respiriamo la paura di ricadere nell’incubo di una nuova ondata del virus, mischiata al ricordo di quanto vissuto che ci ha lasciato delle ferite ancora troppo aperte. Queste ferite che hanno bisogno di essere ancora curate, alleviate, lenite e per farlo possiamo forse cogliere l’occasione del ferragosto, del mito delle ferie, che a ben vedere hanno subito anche esse una metamorfosi e come ogni cosa che si trasforma anche questo momento di stacco possiamo viverlo per aggiungere qualcosa al quotidiano.

Possiamo immaginare un tappeto, di quelli che abbiamo visto durante le olimpiadi di Tokio dove le nostre ginnaste hanno eseguito dei volteggi meravigliosi (quelli di Vanessa Ferrari sono valsi una medaglia d’argento!). Il nostro obiettivo è ri-posizionarci al centro, ri-trovare così la nostra centratura interiore e da li ripartire a tutta velocità nel frenetico roteare di tutti i giorni ma con qualche consapevolezza in più.

Possiamo riappropriarci del nostro tempo anzitutto, quello che ci sfugge sempre di mano, ma che forse abbiamo imparato a gestire un po’ meglio o che forse ci ripromettiamo di imparare a fare da settembre! Possiamo allora fare qualcosa che non abbiamo mai fatto, qualcosa che non eravamo abituati a fare e che ci può aiutare a trovare il nostro bilanciamento. Scardinare le abitudini è un passo fondamentale verso una nuova consapevolezza di sé e quale periodo migliore per farlo se non durante la pausa dal lavoro? Il nostro cervello può predisporsi a questo in maniera formidabile infatti il lobo frontale, impegnato nei processi di ragionamento e di pianificazione lavora in modo più creativo quando non è sotto stress e non è rapito da mille pensieri: la mente umana infatti, quando non è continuamente sollecitata ad affrontare impegni, compiti e problemi, collega le idee casualmente e le consolida a conoscenze pregresse formando nuovi eccitanti pensieri, idee, indicazioni e possibili soluzioni.

La pausa estiva è quindi il momento per rompere gli schemi, e ad aiutarci può essere anche l’abbandono della tecnologia; siamo multitasking, perennemente collegati a dispositivi elettronici; siamo capaci di controllare la posta elettronica mentre scriviamo una relazione o rispondere a un messaggio mentre siamo seduti in una riunione ma forzare la nostra mente a passare avanti e indietro rapidamente tra le varie attività ci affatica e ci rallenta nelle nostre prestazioni. Senza considerare che troppo tempo on-line ci porta ad un tendenziale isolamento, ad un aumento dell’ansia, ad uno stress eccessivo; possiamo quindi cogliere l’occasione per porre al centro le nostre relazioni, e migliorare così di riflesso quelle che a settembre ri-intrecceremo con il nostro lavoro.

Prima di essere lavoratori siamo persone e prima di essere persone siamo energia e come tale dobbiamo essere in grado di riconnetterci con la nostra parte profonda per cogliere gli attimi di immenso che ci serviranno nel concreto per affrontare il quotidiano.

Facciamo quindi nostro questo momento per le riflessioni e per guardare come abbiamo seminato durante l’anno lavorativo e di conseguenza essere capaci di organizzare il nostro futuro prossimo in maniera più efficace.

“Rilassati, raccogliti, allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto” (Italo Calvino)

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